Etimologia: dedicato al micologo francese Pierre Bulliard.
Cappello: 20-70(80) mm inizialmente convesso poi sempre più spianato con largo umbone arrotondato, superficie asciutta e igrofana, di colore bruno rossastro bruno castano, se disidratata con toni più chiari sul grigio ocraceo appena più chiara al disco, margine appendicolato biancastro per la presenza di abbondanti fibrille.
Imenoforo: lamelle smarginate piuttosto fitte intercalate da lamellule, di colore ocraceo con toni lilacini poi brunastre, con filo più chiaro appena seghettato.
Gambo: 25-80 x 8-15 mm, cilindrico con terminale ingrossato e leggermente radicante, percorso da minute fibrille longitudinali, biancastro ocra sfumato di viola all’attaccatura, con base tipicamente colorata di arancio rossastro rosso cinabro per l’abbondante presenza di velo.
Carne: soda più fibrosa nel gambo, di colore grigio ocraceo talora con riflessi bluastri all’inserzione col gambo, insapore e odore leggero di iodio.
Reazioni macro-chimiche: cappello e carne con KOH bruno nerastro.
Microscopia: spore ocracee 8-10 x 5-6 µm, da ellissoidali a amigdaliformi con spesse verruche puntiformi, basidi 25-35 x 6-9 µm, clavati ialini e tetrasporici, filo lamellare con numerose cellule marginali clavate, epicute con ife coricate 2-6 µm, appena incrostate con contenuto interno ocra pallido, ipoderma con ife più larghe a contenuto incrostante più scuro, giunti a fibbia presenti.
Habitat: specie poco frequente reperibile a varia quote, in terreno calcareo con presenza di quercia carpino castagno nocciolo e faggio, in gruppi di pochi esemplari, estate autunno.
Note: questo Cortinarius di facile individuazione si caratterizza per la crescita in boschi di latifoglia, cappello igrofano con largo umbone ottuso, colorazioni rosso-aranciate del velo alla base del gambo. Quando tali colorazioni non fossero visibili sarebbe più problematica la sua determinazione.
Commestibilità: Non commestibile (tossicità sospetta).