Etimologia: dal Latino venosum = venato, per la presenza di ricche venature all’interno dell’apotecio.
Ascoma: grande apotecio cortamente stipitato.
Apotecio: fino a 150-200 mm inizialmente concavo in seguito più aperto e disteso, con andamento più o meno irregolare, imenoforo di superficie liscia, con presenza a partire dal fondo di grosse e sinuose venature in rilievo vagamente radiali, colore dal bruno chiaro al bruno scuro, superficie esterna sterile, densamente pustolata biancastra crema, margine dello stesso colore, grosso e ondulato.
Gambo: quando presente corto con zone compresse per la confluenza delle nervature dell’apotecio, concolore alla superficie esterna.
Carne: spessa, di consistenza ceracea e cassante, colore biancastro con odore e sapore di cloro.
Microscopia: spore 19-25 x 10-13(15) µm, ialine o appena giallastre e lisce, ellissoidali a parete spessa, talvolta con minute guttule ai poli sia all’interno che all’esterno della spora, aschi 300-320 x 20-23 µm, non amiloidi, cilindracei e claviformi, con otto spore uni seriate, parafisi sottili cilindracee a terminale allargato, talora biforcato, con un pigmento intracellulare brunastro.
Habitat: solitario o gregario, in primavera nei boschi di latifoglia con presenza di Frassini, Olmi, Pioppi, in luoghi umidi o lungo i corsi d’acqua.
Note: apotecio di grandi dimensioni dal colore brunastro, di agevole determinazione osservando i caratteri macroscopici e organolettici, quali le grosse venature all’interno dell’apotecio, la superficie esterna biancastra interamente ricoperta da pustole e soprattutto per l’odore e sapore di cloro.
Commestibilità: privo di interesse gastronomico.