Genea sphaerica Tulasne & C. Tulasne (1851)

Etimologia: dal Latino sphaera = a forma di globo, guscio, palla.

Carpofori: da ipogeo a semi-ipogeo 5-20 mm solitamente di forma arrotondata abbastanza regolare di colore bruno nerastro.

Peridio: minutamente verrucoso scaglioso di colore bruno nerastro, con rudimentale orifizio apicale e ciuffetto di ife basali.

Gleba: si sviluppa nelle cavità  interne molto irregolari, derivanti da innalzamenti e depressioni delle pareti tramali, di colore grigio brunastro, odore gradevole con componente di nocciola, agliaceo in vetustà ,quasi inodore in essiccata, una volta con leggero odore di trielina alla raccolta.

Microscopia: spore 28-35 x 22-26(28) µm ialine, da ovoidali a largamente ellissoidali, ricoperte da fitte verruche tronco coniche ad apice arrotondato, con base da 2-5 µm e altezze da 2 a 3 µm, talvolta appressate fra loro quasi a formare una rudimentale cresta, aschi 250-350 x 30-35(36) µm, contenenti 8 spore monoseriate con peduncolo di varia  lunghezza, parafisi con spessore 4-5-7 µm cilindriche settate e fessuose, peridio di tipo pseudoparenchimatico esternamente con pigmento bruno rossastro.

Habitat: specie presente in boschi di latifoglia e misto con aghifoglia, in terreno calcareo a varie altitudini, le nostre raccolte sotto carpino nero roverella  nocciolo e pino silvestre.

Note: specie abbastanza diffusa, elementi importanti per una corretta determinazione risultano essere, la forma sferica dei carpofori e le spore  con verruche arrotondate alte fino a 3 µm.

Commestibilità: senza interesse gastronomico.