Genea verrucosa Vitt. (1831)

Etimologia: dal Latino verrucosus = munito di verruche, che rivestono il corpo fruttifero.

Carpofori: da ipogeo a semi ipogeo, 5-20 mm, irregolare con gibbosità molto accentuate, di colore bruno nerastro.

Peridio: minutamente verrucoso scaglioso, di colore bruno nerastro anche all’interno delle introflessioni, con rudimentale orifizio apicale e ciuffetto di ife basali.

Gleba: le pareti tramali si sviluppano nelle cavità interne molto irregolari, derivanti dalle introflessioni presenti nel carpoforo, di colore grigio brunastro, odore complesso di nocciola con sentori leggeri agliacei, quasi inodore in essiccata.

Microscopia: Spore 25-30 x (20) 22-25 µm ialine, da ovoidali a ellissoidali, ricoperte da fitte verruche uniformemente distribuite a forma di piramide con apice leggermente arrotondato, base da 2-3 µm e altezza da 2 a 3(4) µm, aschi con 8 spore monoseriate lunghi 200-250 x (23)25-35 µm, con corto peduncolo, parafisi cilindriche settate e flessuose, spessore 4-5-7 µm, peridio di tipo pseudoparenchimatico esternamente con pigmento bruno rossastro.

Habitat: Specie presente nei boschi di latifoglia in terreno calcareo a varie altitudini, le nostre raccolte sotto carpino nero, roverella e nocciolo.

Note: questa specie macroscopicamente può essere confusa con Genea fragrans (=Klotzschii) che presenta spore più lunghe di 30 µm con verruche che possono essere alte anche 6 µm, di conseguenza anche gli aschi sono più lunghi con misura superiore ai 250 µm.

Commestibilità: senza interesse gastronomico.