Etimologia : dal Latino rufus = rosso fulvo
Carpofori: irregolarmente globosi 10-30 mm, ma spesso schiacciati o tuberiformi di colore ocraceo a superficie pruinosa e opaca.
Peridio: difficilmente separabile 0,5 mm, superficie da grossolanamente vellutata a granulosa, con colori opachi ocra brunastro ocra rossastro.
Gleba: densa e compatta, subito biancastra a maturazione grigio rosata grigio brunastra, variegata di vene sterili contorte bianco perla, odore leggero particolare che ricorda la pancetta affumicata più sgradevole in vetustà.
Microscopia: spore 24-30 x 16-24 µm, giallo bruno, da ellissoidali a ovoidali, con aculei uniformemente distribuiti da rigidi a incurvati alti 3-4 µm, aschi 50-60 x 60-80 µm, a sacco allungato, con evidente lungo peduncolo, contenenti da 1 a 6 spore, più di frequente 3-4, peridio tipo ifale con cellule intrecciate più globose verso l’esterno.
Habitat: specie largamente distribuita, reperibile in bosco di latifoglia e di aghifoglia a varie quote.
Note: questo Ipogeo si identifica per il particolare odore, e per le spore ellissoidali decorate da aculei, anche Tuber panniferum possiede spore con simili decorazioni, ma con evidente cavità basale e peridio lanugginoso , le altre specie vicine possiedono spore reticolate.
In letteratura sono presenti alcune forme di T. rufum, la forma lucidum con peridio nerastro e lucido, la forma ferrugineum con superficie finemente papillata con tinta ferruginea, la forma nitidum con superficie lucida e colore biancastro nocciola, tutte forme che si separano per le diverse superfici e colorazioni, ma con odore e spore uguali.
Commestibilità: senza interesse gastronomico.