= Ptycoverpa bohemica ( Krombh. ) Boud.
Etimologia: probabilmente dal nome della regione dei primi ritrovamenti (Boemia).
Ascoma: pileo conico stipitato, con altezza 100-130 mm.
Mitra: 20-50 x 15-40 mm, di forma cilindrica con apice arrotondato e aspetto cerebriforme, per la presenza di grosse venature in rilievo, con andamento fortemente irregolare, lungamente sinuose intrecciate e congiunte fra loro profonde 3-10 mm, più sottili in vetustà, mitra libera dal gambo attaccata solo nella parte apicale dello stipite, facilmente separabile con leggera pressione, imenoforo liscio localizzato nelle superficie esterna delle nervature, di colore nocciola brunastro, la parte sottostante sterile colorata di biancastro, margine ondulato inizialmente aderente allo stipite poi più staccato.
Gambo: 40-100 x 10-30 mm, cilindrico con qualche depressione talora ingrossato alla base, superficie ruvida rugosa e biancastra, base leggermente scagliosa gibbosa, internamente midolloso stopposo per la presenza di una sostanza cotonosa, diradante a maturità, poi cavernoso anche interamente cavo.
Carne: fragile cassante e ceracea, di colore biancastro, sapore acidulo e forte odore spermatico.
Microscopia: spore 50-90 x 19-24 µm, ialine appena giallastre, cilindriche arcuate e appiattite su un fianco, aschi 310-390 x 18-25 µm, non amiloidi con due spore in fila, parafisi flessuose, settate con apice ingrossato, talora forcate.
Habitat: solitario o gregario in primavera nei boschi di latifoglia, con presenza di frassino olmo Pioppo in luoghi umidi o lungo i corsi d’acqua.
Note: potrebbe essere confusa con una Morchella, dalla quale si distingue, per le grosse nervature che compongono la mitra e l’attaccatura di questa alla sommità del gambo, microscopicamente si separa per avere spore molto lunghe e aschi bisporici (e non ottosporici).
Commestibilità: commestibile, condizionata da adeguata cottura.